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Un boccone si è incastrato in gola...

Di Francesco Varra - 9 anni

La mia mamma stava preparando la cena, quando era pronta l'ha servita e ho cominciato a mangiare.

Mentre mangiavo la mia mamma è uscita fuori a stendere i panni quando all'improvviso un boccone si è incastrato in gola.

Avevo il viso viola e non riuscivo nemmeno a parlare sono andato fuori da mia mamma e lei ha fatto tutte le fasi che gli ha mostrato il dottore ed è riuscita a salvarmi, ma questo io e la mia mamma dobbiamo tutto al dottore.

Grazie.                                                     26 Maggio 2012


 

 La lettera di Francesco

Era un sabato sera qualsiasi...

LA MIA ESPERIENZA

di Luciano OLIVIERO

Era un sabato sera qualsiasi, mia moglie ed io mangiavamo la pizza, tranquillamente seduti in cucina.

Davide, il nostro primogenito, aveva allora dieci mesi, col suo sediolone bianco sedeva a capotavola tra me e Laura. Pur avendo già cenato, Davide ci teneva compagnia mantenendosi impegnato con un pezzo del cornicione della pizza. Sdentato com’era, riusciva a mangiarne qualche pezzetto solo dopo averlo “spugnato” lentamente nella sua saliva. Da qualche mese, quello era il nostro sabato sera.

Ma quella sera, quel sabato sera, le cose presero un’altra via; il cornicione cedette quasi subito, spezzandosi in due grossi pezzi: uno in bocca ed uno in mano. Fu una frazione di secondo e Davide divenne silente, muoveva la bocca e la testa come a voler tossire ma senza esito. Stava soffocando.

Laura scattò in piedi, tirò via il bimbo dal sediolone e prese a gridargli “Sputa! Sputa!, ma senza esito.

Gli ansiosi vanno subito in panico e Laura lo era, sopraffatta dalla paura: in piedi, con Davide in braccio, si agitava gridando ripetutamente “Luciano! Stà soffocando!”.

Mi ricordai, in quei frangenti, di un racconto di mio padre: mio nonno aveva salvato la nonna dal soffocamento (causato da del prosciutto crudo) dandole un colpo a pugno aperto sulla schiena, tra le scapole ed i reni.

Presi Davide dalle braccia di Laura, mantenendolo per le gambe e con il suo pancino appoggiato sulla mia spalla sinistra, sferrai un colpo secco, forte, risoluto tra le scapole ed i reni. Meglio vivo con le costole spezzate che morto sano, pensai.

Sono una persona mite, non chiedetemi da dove presi la forza né come feci a mantenere la calma (sono ansioso anch’io). Quel colpo riuscì a liberare le vie aeree di Davide; venne fuori la pizza e, dopo la pizza, le lacrime: il pianto di Davide fu musica per le mie orecchie.

Laura ed io, non demmo più cornicioni di pizza ai bimbi né in generale bocconi che non fossero stati finemente sminuzzati, e così facendo pensavamo di aver fatto del nostro meglio. Raccontammo questo episodio a tutti gli amici, affinché facessero tesoro della nostro esperienza. Allora, tra gli amici c’era Antonio, che pianificava il suo matrimonio. Antonio non dimenticò.

Oltre tre anni dopo quei fatti, e papà da pochi mesi, Antonio decise che tenere separati bimbi e pizza non era una soluzione.

Avendo prestato servizio volontario, in più ambiti ed in più occasioni, sapeva che in quel mondo avrebbe trovato le risposte che cercava.

Fu così che venne a sapere del dott. Squicciarini e, tramite Lui, dei volontari di Napoli: professionisti del SSN che prestavano opera di formatori volontari sul territorio. A gennaio di quest’anno Antonio riuscì a finalizzare il corso di Disostruzione presso la sua parrocchia e Laura ed io vi prendemmo parte.

Tre settimane dopo, verso le tre di un giovedì pomeriggio, Laura era a Napoli con Stefano, il nostro secondogenito, un bimbo mite di tre anni.

Erano appena usciti dalla Stazione Centrale e Stefano gustava il suo lecca-lecca. Benedetto lecca-lecca! Si spacca, si stacca, scivola in gola ed il bimbo inizia a soffocare.

Laura, da brava ansiosa, istintivamente prese a volgere lo sguardo attorno a lei in cerca di aiuto, ma i passanti erano testimoni muti, sospesi tra l’indifferenza e la compassione; nessuno le si fece incontro per offrirle aiuto. Stefano ed il suo dramma la fecero rinsavire e, tra il determinato e l’insicuro, si inginocchiò, mise il bimbo in posizione e prese a praticargli le manovre che aveva imparato. Anche in quel caso, per la seconda volta, le cose andarono a buon fine.

Nessun adulto può restare indifferente all’immagine di un bimbo in pericolo o che soffre. Quella dei passanti, quindi, non era indifferenza, ma semplice incapacità di aiuto. Questo fu ed è ancora oggi il convincimento di Laura e mio, ed è così che decidemmo di attivare un corso di Disostruzione coinvolgendo la scuola dei nostri bimbi, sia come istituzione (direttrice, maestre, personale) che come comunità (genitori degli scolari). Grazie alla disponibilità di suor Irene, direttrice del Pontificio Istituto Pie Filippini, il corso è stato “aperto” a tutti gli adulti di buona volontà, senza limitazione alcuna. L’obiettivo era rendere patrimonio comune la conoscenza di queste manovre e creare una rete di protezione per tutti i bimbi attorno a noi, trasformando di fatto quei “muti passanti” in angeli silenti, pronti a restituire il sorriso a chi lo ha momentaneamente perso.

Torre del Greco, lì 14/XI/2010

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Ragazzi qualche mese fa siamo venuti a una delle vostre dimostrazioni e, purtroppo, due giorni fa mio marito ha dovuto praticare la manovra proprio su mio figlio. ...... fortunatamente tutto è andato bene. All'ora ero entusiasta di quello che fate. ..ora vi ringrazio dal profondo del cuore per il vostro operato. Approfitto per farvi gli auguri di buone feste e ancora. ... Grazieeeeeee

Anna Guercia - 23/12/2014

Oggi mi è successa una cosa improvvisa, inaspettata che mai avrei potuto immaginare che proprio a me potesse capitare. Durante il pranzo a mio figlio Matteo è andato storto un pezzetto di pollo bloccandosi alla gola, l'ho visto subito in difficoltà, in quel momento si va nel panico, ma nonostante ciò, ho avuto la prontezza e fermezza di agire con le manovre di disostruzione imparate ad un corso. Tutto si è risolto nel migliore dei modi tra i pianti di mio figlio. Ringrazio Dio è il giorno che andai ad imparare le manovre. Se vi capita l'occasione, non esitate andate ad imparare le manovre di disostruzione pediatriche, oggi io ho salvato la vita a mio figlio, e potrei salvarla a chiunque!!!!

Ilenia Savarese - 12/07/2014

Credo di aver salvato la vita a mio figlio e grazie a voi, xche' poi ho elaborato tutto dopo quando mi ero tranquillizza

Stavo facendo i piatti dando le spalle a Nicolò, mio marito che lo aveva davanti, all'improvviso sento che lo chiama con una voce strana, io di scatto mi giro e lo vedo con la testa rivolta verso il basso con gli occhi quasi all'insù cmq era sotto shock si vedeva che nn respirava, così io ho lasciato tutto, lo preso in braccio e lui era molle nei movimenti, così l'ho afferrato poggiato sulla mia gamba e gli ho dato un colpo dietro il torace e subito ha cominciato a piangere questione di secondi.

A volte penso una cosa e nn mi do pace, se mio marito non era presente in quel momento io continuavo a fare i piatti Nicolò nn emetteva suoni, cavolo potevo trovarlo senza vita.

Rosanna Esposito - 19/06/2014

Circa 12/13 giorni fa nella scuola dove lavoro si è tenuto il corso salvabimbi... interessantissimo
Be ieri stavo morendo con un sorso d'acqua andatomi di traverso...
Grazie al tempestivo intervento della collega... che ha eseguito tutte le manovre del caso sono viva grazie a voi e un grazie speciale va alla mia collega...dimenticavo lavoro alla domus pueri calata capodichino napoli
Grazie ancora♡

4 Giugno 2014 - Anna Tammaro

Salve, oggi a pranzo un bimbo a messo in bocca vari pezzettini di arista di maiale e mentre stavo per dirgli che era troppa il suo volto è diventato bordeaux ed ha spalancato la bocca facendo molta fatica a tossire . Mi sono subito avvicinata, l'ho tranquillizzato, l'ho fatto alzare in piedi e mi sono chinata dietro di lui praticando la manovra di Heimlich. Alla prima pressione ha tirato fuori il boccone quasi "spruzzandolo via". Dopo si è ammutolito e mi ha fissata , come uno che vede la morte con gli occhi e non riesce a credere che sia andata bene. Non so se sono stata brava o miracolata quel che è certo è che senza il vostro corso non avrei avuto quella prontezza nei riflessi e quella sicurezza che c'era un modo per liberarlo ed io lo conoscevo! Non so perchè non gli ho dato prima i colpetti tra le scapole, mi è venuto spontaneo l'altro metodo. Non ho riferito alla mamma l'accaduto per non creare allarmismi e poi sono un tipo riservato. Grazie mille per il vostro prezioso operato.

Napli, 14 Maggio 2014 - Testimonianza della Maestra Rosa M.

Buona sera. Mi chiamo Vincenzo Punzolo ed ho seguito il corso salva bimbi a Novembre, sono laureato in Infermieristica e per hobby mi capita spesso di fare l'animatore nelle feste per bambini, un paio di settimane fa mi è capitato di eseguire la manovra di disostruzione causata da un pop corn, la bimba aveva 5 anni e non ho potuto eseguire la manovra di heimlich, ma ho messo la bimba sulle mie ginocchia ed effettuato i colpi all'altezza delle scapole, mi sono reso conto del panico che si è creato intorno, perché tutti mi guardavano con occhi sgranati e c'era chi urlava e piangeva...e non so come spiegare, ma ho avuto la lucidità di effettuare subito la manovra... Però mi sono reso conto che bisogna sentirsi pronti, ma soprattutto mantenere la calma, perché farsi prendere dal panico è molto facile, infatti io ho reagito come se non ci fosse nessuno intorno a me, però devo dire GRAZIE al vostro corso perché mi è stato davvero utile per questi drammatici eventi!

Auguro a tutti voi una Serena Pasqua rendendomi disponibile per testimonianza !

Tanti saluti

Vincenzo Punzolo

 

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